Comunicati stampa

 
Marino Bartoletti protagonista del Premio Grappolo d'Oro Clivus: «lo sport è integrazione»
Il giornalista, già direttore delle testate sportive di Rai e Mediaset, nonché ideatore e conduttore di programmi televisivi divenuti veri e propri cult nel panorama sportivo italiano, ha parlato di sport, musica e società all’ottava edizione del premio che Cantina di Monteforte assegna nel chiostro del Palazzo Vescovile ai professionisti che incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà 
 
Comunicato stampa n. 7/2017 di Cantina di Monteforte d’Alpone
 
Monteforte, Verona - «Lo sport da sempre incarna molti valori, ma mai come oggi è veicolo di integrazione». Non ha dubbi in merito Marino Bartoletti, premiato ieri sera, venerdì 30 giugno, all’ottava edizione del Premio Grappolo d'Oro Clivus di Cantina di Monteforte, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Val d'Alpone de' Megni. «Se metti dei bambini a correre dietro ad un pallone – ha spiegato Bartoletti – non importa se sono bianchi o neri, di differenti religioni o di differenti paesi, loro inevitabilmente si metteranno a giocare assieme». 
A Monteforte d'Alpone, ospite di un talk show all'aperto che ha avuto per scenario il chiostro del Palazzo Vescovile, con la verve che lo contraddistingue, ha spaziato dallo sport alla musica, dalle Olimpiadi del dopoguerra al Festival di Sanremo, raccontando ricordi, aneddoti e retroscena di più di quarant’anni vissuti a dare voce alle imprese italiane. E non poteva che utilizzare una metafora sportiva per delineare il suo punto di vista sul nostro Paese: «L’Italia è grazie alla bici che è tornata in piedi: le imprese di Coppi e Bartali nel dopoguerra hanno ridato speranza ad una nazione ferita. Pedalando ci siamo rialzati, pedalando abbiamo affrontato la ricostruzione. Io ci credo ancora, questo Paese deve trovare la forza di tornare a pedalare». 
Tra le pagine più emozionanti della sua carriera, Bartoletti ha citato la medaglia d’oro di Yuri Chechi alle olimpiadi di Atlanta del 1996, quando «l’Italia si svegliò con le immagini di un angelo laico che volava sugli anelli, ricordando a tutti la purezza dello sport». Ma accanto a veri e propri momenti di gloria non sono mancate situazioni drammatiche, come la morte, vissuta dal vivo, di Marco Simoncelli o la disperazione dell’Heysel, lo stadio di Bruxelles, quando nel 1985 alla finale della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool morirono 39 persone, di cui 32 tifosi italiani. 
Tutti avvenimenti raccontati secondo un unico principio, semplice ma indispensabile: la verità; «perché ancora oggi, anche su Facebook, quando racconti con verità e passione, riesci sempre a educare il pubblico e a farlo sentire bene».
Dallo sport alla musica, con incursioni anche al Festival di Sanremo che è come «l’Italia guardata in filigrana: ne rappresenta la società attraverso le canzonette». Per questo, ha spiegato Bartoletti, «guardo con antipatia chi si avvicina al Festival con la puzza sotto il naso, perché ci sono edizioni più o meno belle, ma dopotutto il Festival non è altro che la metafora del nostro Paese». «Sono contento che abbia vinto Gabbani – ha aggiunto – perché è riuscito a comunicare qualcosa di inedito, quasi come fece Modugno nel 1958». 
Infine quando gli si chiede di accostare al vino Soave, co-protagonista del premio, due personaggi di sport e musica Bartoletti non ha dubbi: «tra gli sportivi, Dino Zoff, grande bandiera del suo paese, come il Soave lo è di questa terra… e Vasco Rossi fra i cantanti, perché come il Soave ha molte sfaccettature e ognuno può scegliere quella che più gli aggrada».
 
Il Premio Grappolo d’Oro Clivus è uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo in un unico evento sport, cultura, amore per l’ambiente e vino di qualità, valorizza le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata. 
Occasione suggellata quest'anno da uno speciale brindisi col Soave Classico Clivus, la referenza di punta di Cantina di Monteforte, destinato solo all’alta ristorazione italiana ed estera e ai più selezionati wine bar. Una referenza scelta anche per ribadire l’impegno dell’azienda sul fronte della biodiversità e della tutela dell’ambiente. Cantina di Monteforte è infatti la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. 
 
«Da anni la nostra cantina persegue tecniche produttive a basso impatto ambientale che puntano alla salvaguardia della biodiversità e alla tutela del paesaggio – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte –. E il premio Grappolo d’Oro-Clivus rappresenta una sintesi ideale tra questa attenzione per il territorio, con le sue numerose eccellenze enologiche, e la qualità della vita, il benessere e quindi lo sport. La premiazione di Marino Bartoletti, in questa ottava edizione del Premio Grappolo d’Oro Clivus, ha messo in luce, ancora una volta, lo stretto legame che unisce l’attività sportiva e i suoi valori con le colline del Soave, riconosciute dal Ministero delle politiche agricole e forestali quale primo “Paesaggio rurale di interesse storico” d’Italia».
 
Nel corso della serata la giuria ha conferito un premio speciale alla giornalista del quotidiano “L’Arena”, Paola Dalli Cani, “per la notevole mole di lavoro prodotto nell’intento di far conoscere 
le bellezze naturali e artistiche della zona”. È stata inoltra riconosciuta una menzione ex aequo “per aver contribuito alla conoscenza delle peculiarità della “42^ Montefortiana”, a Gianni Biasetto de “Il mattino”, Claudio Pasetto e Federico Pradel di “Verona sette”, Alessandro Galli di “Top Runner TV”, al Presidente nazionale della rivista “Sport insieme FIASP”, Alberto Guidi, e a tutta le redazione; alle redazione di “Primogiornale Est Veronese”, “Runners e Benessere”, “Correre”, “Telenuovo”, “Tele Arena” e all’operatore video Franco Lanfredi.
 
Marino Bartoletti – giornalista, commentatore e conduttore televisivo. 
Nato a Forlì nel 1949, è laureato in Giurisprudenza. Inizia la carriera giornalistica al “Resto del Carlino”, per poi passare al “Guerin Sportivo” diretto da Gianni Brera e successivamente al “Giorno” dove rimane per un decennio. All’inizio degli anni ’80 prende il via la carriera televisiva in Rai, conducendo prima il “Processo del Lunedì” e poi la “Domenica Sportiva”. 
Tornato al “Guerin Sportivo” come prima firma, ne diviene direttore nel 1987. Nel 1990 costruisce la redazione sportiva di Mediaset, ideando e in parte conducendo tutte le prime trasmissioni di settore dell’azienda. Riprende poi il suo rapporto con la Rai, dove è tra gli ideatori della trasmissione domenicale “Quelli che il calcio”, che conduce per otto anni assieme a Fabio Fazio. Assume poi anche il ruolo di direttore di Rai Sport dal 1994 al 1997. 
Nel 2002 è direttore editoriale di RCS Multimedia e quindi direttore scientifico dell’Enciclopedia Treccani dello Sport. Nel settore radiofonico conduce numerose trasmissioni, non solo sportive, data la sua competenza musicale, e figura tra gli artefici della nascita di “Radio 24”. Diversi sono i mensili ideati e diretti, tra questi “Calcio 2000”, “Goal” e “Solocalcio”. Attualmente è opinionista Rai per le maggiori manifestazioni sportive. Da ricordare anche i documentari realizzati per “La Storia siamo noi” di Rai Educational e l'Enciclopedia Panini del calcio italiano, ideata e curata nel 1989, poi ripubblicata a fascicoli dalla Gazzetta dello Sport. Tra gli incarichi extra-giornalistici, quello all’interno della Commissione interministeriale per la riforma dello sport nella scuola, di presidente dell' “Associazione italiana città ciclabili” e di consigliere di “Milanosport”, la società che gestisce e promuove gli impianti sportivi di Milano.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, sportivi e non solo, tra cui l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 1996.
 
 
Informazioni per la stampa:
Andrea Accordini – 339.5888245
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Giugno 2017
 
Sport, etica e competizione: l’attualità è protagonista al premio Grappolo d’Oro Clivus
Sarà Marino Bartoletti, giornalista, conduttore televisivo e commentatore sportivo di Rai e Mediaset, a ricevere quest’anno il premio di Cantina di Monteforte.
La cerimonia di consegna, domani, venerdì 30 giugno nel Chiostro del Palazzo vescovile di Monteforte d’Alpone alle 19.00.
 
Comunicato stampa n. 6/2017 di Cantina di Monteforte d’Alpone
 
Passione per lo sport e per il giornalismo, medaglie e delusioni, olimpiadi e campionati, atleti che hanno fatto la storia e scandali doping, ma anche musica e Sanremo. 
Di questo e di molto altro si parlerà domani, venerdì 30 giugno, alle ore 19.00, nel chiostro del palazzo vescovile di Monteforte d’Alpone, con Marino Bartoletti, giornalista, conduttore televisivo e commentatore sportivo di Rai e Mediaset, che quest’anno riceverà il premio Grappolo d’Oro Clivus di Cantina di Monteforte, in collaborazione col Gruppo Sportivo Val d’Alpone de Megni.
 
Marino Bartoletti, che verrà intervistato dalla giornalista Lucia Vesentini in una sorta di talk show all’aperto, viene premiato come recita la motivazione per il suo “ruolo di intellettuale geniale ed eclettico in tempi in cui il mondo della comunicazione è sempre più arido e privo di idee”.
 
Il Premio Grappolo d’Oro Clivus si conferma come sempre uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese, proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo i valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata.
 
«Il Premio Grappolo d'Oro Clivus – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – è un appuntamento al quale siamo molto affezionati perché rappresenta una sintesi ideale tra eccellenze enologiche del territorio, qualità della vita, benessere e quindi sport. Quest’anno, in particolare, sarà premiato un giornalista sportivo, che con la sua professionalità e la sua creatività ha contribuito a raccontare la ricchezza del sano agonismo, della lealtà, dell’impegno serio e costante per raggiungere un obbiettivo, valori universali che quotidianamente sposiamo anche nel nostro lavoro e nella vita».
 
 
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Monteforte, giugno 2017


 
Calici di Soave Classico Clivus per Marino Bartoletti
La referenza di punta di Cantina di Monteforte sarà protagonista alla cena di gala che seguirà la consegna del premio Grappolo d’Oro Clivus al giornalista e commentatore sportivo di Rai e Mediaset
 
Comunicato stampa n.5 di Cantina di Monteforte
 
Il Soave Classico Clivus sarà il vino protagonista alla cena di gala che seguirà la consegna del premio Grappolo d’Oro Clivus – venerdì 30 giugno nel chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone - che quest’anno sarà consegnato a Marino Bartoletti, giornalista e commentatore sportivo di Rai e Mediaset.
 
Una scelta, quella voluta dall’azienda, che si pone come un omaggio al valore della biodiversità e all’amore per l’ambiente.
Cantina di Monteforte è infatti la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment.
Attraverso questo metodo, denominato progetto Etichetta Verde, ci si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale. Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo. Questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate.
 
«Produrre bene e nel rispetto dell’ambiente ha una valenza che va oltre il mero riscontro economico – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte -. Da anni la nostra cantina persegue tecniche produttive a basso impatto ambientale che puntano alla salvaguardia della biodiversità e alla tutele del paesaggio. Si tratta di una visione imprenditoriale che ci caratterizza da tantissimi anni e che ci porta a sentire come nostro il territorio in cui lavoriamo. A tutto vantaggio dell’ambiente e della qualità della vita».


Il vino
Il Soave Classico Clivus nasce da un uvaggio di Garganega e Trebbiano di Soave.
I vigneti, tutti situati in collina, hanno origine vulcanica.
Agli occhi il Soave Classico Clivus si presenta con un giallo paglierino dai riflessi verdognoli;  al naso è delicato e rimanda ai fiori di biancospino, sambuco e violetta. In bocca è asciutto, acidulo, di buon corpo, giustamente armonico con caratteristico retrogusto di mandorla.
Perfetto come aperitivo, eccelle accanto ai primi o ai piatti di pesce.
Il Soave Classico Clivus, destinato solo alla ristorazione qualificata e ai più selezionati wine bar, si distingue per freschezza, eleganza e sapidità, tutte caratteristiche che lo fanno apprezzare non solo in Italia ma anche in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone e Stati Uniti.
 
L’Azienda
La cantina, nata nel 1952 nella zona del Soave Classico, conta oggi 600 soci viticoltori attivi su 1300 ettari. Qui si produce il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc. Numeri importanti che sono supportati dalla qualità dentro il calice e dall’integrità del paesaggio circostante;. Soave Classico Clivus è “buono di nome e di fatto”, perché prodotto col massimo rispetto per l’ambiente da dove nasce.
 
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Grappolo d’oro Clivus a Marino Bartoletti
Il premio di Cantina di Monteforte al giornalista, conduttore televisivo e commentatore sportivo di Rai e Mediaset.

 
Comunicato stampa n. 4/2017 di Cantina di Monteforte d’Alpone
 
Monteforte d’Alpone, Verona - Venerdì 30 giugno, alle 19.00, il Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone ospita l’ottava edizione del Premio Grappolo d’Oro Clivus che Cantina di Monteforte, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Valdalpone De Megni, assegna a quei professionisti che meglio incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà. 
 
A ricevere quest’anno il riconoscimento sarà il giornalista Marino Bartoletti, già direttore delle Testate Sportive di Rai e Mediaset, nonché ideatore e conduttore di programmi televisivi divenuti veri e propri cult nel panorama sportivo italiano. Bartoletti viene premiato, come recita la motivazione, per il suo “ruolo di intellettuale geniale ed eclettico in tempi in cui il mondo della comunicazione è sempre più arido e privo di idee”.

Giornalista, commentatore e conduttore televisivo
Nato a Forlì nel 1949, è laureato in Giurisprudenza. Inizia la carriera giornalistica al “Resto del Carlino”, per poi passare al “Guerin Sportivo” diretto da Gianni Brera e successivamente al “Giorno” dove rimane per un decennio. All’inizio degli anni ’80 prende il via la carriera televisiva in Rai, conducendo prima il “Processo del Lunedì” e poi la “Domenica Sportiva”. 
Tornato al “Guerin Sportivo” come prima firma, ne diviene direttore nel 1987. Nel 1990 costruisce la redazione sportiva di Mediaset, ideando e in parte conducendo tutte le prime trasmissioni di settore dell’azienda. Riprende poi il suo rapporto con la Rai, dove è tra gli ideatori della trasmissione domenicale “Quelli che il calcio”, che conduce per otto anni assieme a Fabio Fazio. Assume poi anche il ruolo di direttore di Rai Sport dal 1994 al 1997. 
Nel 2002 è direttore editoriale di RCS Multimedia e quindi direttore scientifico dell’Enciclopedia Treccani dello Sport. Nel settore radiofonico conduce numerose trasmissioni, non solo sportive, data la sua competenza musicale, e figura tra gli artefici della nascita di “Radio 24”. Diversi sono i mensili ideati e diretti, tra questi “Calcio 2000”, “Goal” e “Solocalcio”. Attualmente è opinionista Rai per le maggiori manifestazioni sportive. Da ricordare anche i documentari realizzati per “La Storia siamo noi” di Rai Educational e l'Enciclopedia Panini del calcio italiano, ideata e curata nel 1989, poi ripubblicata a fascicoli dalla Gazzetta dello Sport. Tra gli incarichi extra-giornalistici, quello all’interno della Commissione interministeriale per la riforma dello sport nella scuola, di presidente dell' “Associazione italiana città ciclabili” e di consigliere di “Milanosport”, la società che gestisce e promuove gli impianti sportivi di Milano.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, sportivi e non solo, tra cui l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 1996.
 
Prima di lui sono stati insigniti del Premio Grappolo d'Oro Clivus: Maurizio Belpietro, giornalista oggi fondatore e direttore del quotidiano “La Verità” (2016); Domenico Quirico, giornalista ed inviato di guerra de “La Stampa” (2015); Andy Luotto, attore e conduttore televisivo (2014); Mario Giordano, giornalista oggi direttore del Tg4, Mediaset (2013); Massimo de’ Manzoni, vicedirettore vicario di “Libero” (2012); Gerardo Greco, conduttore di Agorà, programma di approfondimento di Rai Tre (2011); Mauro Mazza, già direttore di Rai Uno (2010). Nomi di prestigio che, da otto anni, Cantina di Monteforte accompagna sulle colline del Soave Classico, dando vita per l’occasione ad un vivace dibattito che spazia dalla cultura all’attualità.
 
Il Premio Grappolo d’Oro Clivus si conferma sempre più uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo i valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata.
 
«Il Premio Grappolo d'Oro Clivus – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – è un appuntamento al quale siamo molto affezionati perché rappresenta una sintesi ideale tra eccellenze enologiche del territorio, qualità della vita, benessere e quindi sport. Quest’anno, in particolare, sarà premiato un giornalista sportivo, che con la sua professionalità e la sua creatività ha contribuito a raccontare la ricchezza del sano agonismo, della lealtà, dell’impegno serio e costante per raggiungere un obbiettivo, valori universali che quotidianamente sposiamo anche nel nostro lavoro e nella vita».
 
Cantina di Monteforte d’Alpone
Fondata nel 1952 da 80 vignaioli e posizionata nella zona del Soave Classico, Cantina di Monteforte conta 600 soci che vi conferiscono le uve migliori. I viticoltori con il loro lavoro difendono le proprie colline, consapevoli che da lì nasce la vera qualità. Oggi i soci coltivano circa 1.300 ettari di vigneti: il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc. Sono oltre 3 milioni le bottiglie prodotte all’anno: etichette apprezzate in Italia e all'estero, in particolare in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone, Stati Uniti.
 
Sport & colline: la Montefortiana 
Sulle colline dove nasce il Soave Classico, si corre la celebre Montefortiana: la corsa podistica non competitiva organizzata dal Gruppo Sportivo Val d’Alpone De Megni, giunta quest’anno alla 42a edizione. Gemellata con la Maratona di New York, di Tai Pei e di Roma, ogni anno a gennaio richiama da tutto il mondo oltre 20.000 atleti che gareggiano tra i filari di garganega, il vitigno autoctono che dà vita al Soave. 

 

 

 

 

Bianco, purezza e bollicine: il Vinitaly di Cantina di Monteforte
Essenzialità è la parola d’ordine per la casa vinicola dell’Est Veronese che in occasione della fiera sceglie di puntare tutto sull’eccellenza dei vini presentati in anteprima

 
Bianco, purezza e bollicine. Rigorosamente da vitigno autoctono. Ecco i pilasti attorno ai quali ruoterà il Vinitaly di Cantina di Monteforte (pad 5 E3) che dal 9 al 12 aprile presenterà in anteprima due eccellenze di punta delle proprie selezioni: il Soave Classico Foscarino e il Soave Brut Clivus.
 
Due vini nati da uve di eccelsa qualità, prodotte senza l’utilizzo di fitofarmaci ma solo impiegando tecniche a basso impatto ambientale, come nella miglior tradizione di Cantina di Monterforte, azienda da sempre molto sensibile al tema del rispetto dell’ambiente e alla tutela del consumatore.
 
«Sono giorni molto intensi quelli di Vinitaly – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – dove le iniziative legate al vino non si contano più. Noi scegliamo di essere semplicemente coerenti con la nostra filosofia aziendale: lasciamo parlare i nostri vini perché ci piace essere essenziali e concreti. I prodotti che presentiamo quest’anno sono il frutto di progetti produttivi che garantiscono integrità e salubrità del vigneto. Un’attenzione particolare che tra l’altro è sempre più richiesta e premiata dallo stesso consumatore, ormai evoluto e consapevole, sia in Italia che all’estero».
 
Le uve destinate al Soave Classico Foscarino provengono infatti dal Monte Foscarino, cru appartenente alle vigne storiche del Soave: qui Cantina di Monteforte ha scelto di impiegare unicamente lotta integrata e tecniche di coltivazione “amiche del vigneto”.
Questo Soave rappresenta un’eccellenza nell’eccellenza: una selezione di 40.000 bottiglie destinate solo ai migliori ristoranti italiani ma soprattutto stranieri.
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino chiaro, mentre al naso si colgono note floreali di acacia e fiori bianchi. In bocca è minerale, fresco e sapido, non eccessivamente corposo.
 
Grandi vini bianchi ma anche fresche e sapide bollicine.
Molta la curiosità per il Soave Brut Clivus, una vera e propria chicca per soddisfare le richieste di un consumatore che ricerca la moda ma che desidera restare comunque fedele alla tradizione. Il Soave Brut Clivus è un blend che nasce dalle migliori uve di Garganega e Chardonnay, coltivate esclusivamente in collina, nell’alta Val d’Alpone, dove i terreni sono di origine basaltica.
L'uva raccolta piuttosto anticipatamente per conservare la delicatezza e l'acidità, viene pigiata, diraspata e pressata in maniera soffice; il mosto fermenta a bassa temperatura in serbatoi inox e quindi spumantizzato con metodo Charmat.
Alla vista presenta un perlage fine e persistente ed un colore giallo chiaro. Al naso si colgono delicati sentori di mela verde e pane appena sfornato. In bocca infine è fresco, armonico e dall’acidità equilibrata. 
 
 
 
Cantina di Monteforte porta a Prowein i vini sostenibili
L’azienda, presente alla fiera di Dusseldorf, punta ad avvicinare il consumatore tedesco e nord europeo, raccontando il valore della sostenibilità dei suoi vini e l’amore per le sue colline.
 
 
Dal 19 al 21 marzo Cantina di Monteforte racconterà l’eccellenza dei suoi vini al Prowein di Dusseldorf (Hall 15 C41). La manifestazione, dedicata agli operatori di settore, si conferma un appuntamento di riferimento per il mercato tedesco e per quello nord europeo.
L’azienda sceglie di presentarsi con un portafoglio di prodotti tra i più rappresentativi delle sue produzioni – il Soave Classico Clivus 2016, il Soave Superiore Classico “Castellaro” 2015, il Lessini Durello Terra dei Cimbri, il Valpolicella Superiore Ripasso Clivus 2015, l’Amarone Re Teodorico 2013 - consapevole delle opportunità che questo mercato offre sia per quanto concerne vini da consumare giovani, come il Soave, sia per quanto riguarda vini che invece richiedono anni di maturazione, come nel caso dell’Amarone o del Ripasso.
La cantina – 600 soci, attivi su 1300 ettari prettamente nella zona del Soave Classico e un fatturato di 16,5 milioni di euro – punta molto sull’estero che assorbe circa l’80% del suo giro d’affari. A fronte infatti di una interessante crescita dell’imbottigliato in termini di quantità e di riconoscibilità, Gran Bretagna, Paesi Scandinavi, Germania, seguiti a stretto giro da Svizzera,  Olanda, Giappone e Stati Uniti si confermano i mercati di riferimento dove la Cantina intende puntare anche per l’anno in corso.
 
«Quello tedesco e nord europeo in generale – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – è senza dubbio un mercato attento ai vini italiani di qualità e maturo per cogliere la ricchezza delle proposte che provengono dal nostro paese. Consapevoli di questo stiamo investendo molto nella produzione di vini “amici dell’ambiente e del consumatore”, vini cioè nati con tecniche a basso impatto ambientale nel massimo rispetto delle colline in cui crescono le nostre vigne. Oltre ad essere una sfida sul piano qualitativo lo è anche su quello culturale e dell’informazione. E in questo senso ci sentiamo pronti. I consumatori del resto, richiedono sempre più vini che presentano questi requisiti».
 
 
 
Cantina di Monteforte ospita il XIV Symposium “Scienza Salute Società”
Si terrà questo venerdì 20 gennaio nella sede di Cantina di Monteforte l’annuale conferenza ScienzaSaluteSocietà che si inserisce all’interno delle manifestazioni per la 42° Montefortiana. Doping nello Sport e Salute Globale saranno i due temi del dibattito.
 
Sarà la sede di Cantina di Monteforte ad ospitare la quattordicesima edizione della Conferenza “Scienza Salute Società” dal titolo “Farmaci, doping, Sport e salute globale” in programma venerdì 20 gennaio, alle ore 18.00, nell’ambito della Montefortiana, la corsa podistica che da 42 anni richiama oltre 20.000 atleti da tutto il mondo tra i filari di garganega.  Due le tematiche dell’incontro di quest’anno: il fenomeno del doping nello sport e l’approccio solidale per lo sviluppo globale, con le relative conseguenze che da questo derivano sulla qualità di vita delle persone.  
Ad aprire i lavori sarà Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione Veneto, a cui seguiranno gli intervento di Raniero Guerra del Ministero della Salute, e Ottaviano Iuliano, Comandante della Sezione Atletica Carabinieri, che assieme a Sara Simeoni, medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1978, affronteranno il tema del doping dal punto di vista etico e legale, illustrando i risultati ottenuti nel campo della prevenzione.
Padre Augusto Chendi, Sottosegretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari della Santa Sede, e Giuseppe Recchia, Consigliere della Fondazione Smith Kline presenteranno l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma sottoscritto nel settembre 2015 dai 193 Paesi membri dell’Onu, che attraverso 169 obbiettivi pratici si propone di tutelare le persone, il pianeta e la prosperità per i prossimi 15 anni. Interverrà anche Giovanna Scroccaro, Dirigente del Servizio Farmaceutico della Regione Veneto. A chiusura del dibattito Gian Luigi Pasetto, presidente dell’Associazione ScienzaSaluteSocietà consegnerà il premio ScienzaSaluteSocietà 2016. 
L’incontro sarà moderato da Mons. Bruno Fasani, Giornalista e Prefetto della Biblioteca Capitolare di Verona.
La scelta di Cantina di Monteforte come partner e sede dell’iniziativa non è casuale. Da sempre l’azienda è attenta ai valori dell’etica sportiva, della salute, della sostenibilità e più in generale della qualità della vita. In questa direzione vanno numerose iniziative promosse da Cantina di Monteforte tra cui il Premio Grappolo d’Oro Clivus, assegnato ai quei professionisti che meglio incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà,   e l’Eco-Maratona Clivus, la corsa che si svolge ogni anno nell’ambito della Montefortiana, su 44 chilometri lungo sentieri incontaminati.
 
 
 
Montefortiana 2017: ritorna l’Eco-Maratona Clivus
Tutti pronti per la corsa podistica ispirata alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente voluta da Cantina di Monteforte in occasione della 42°edizione della Montefortiana.
 
Torna domenica 22 gennaio l’Eco-Maratona Clivus, la corsa podistica promossa da Cantina di Monteforte, nell'ambito della Montefortiana, l’appuntamento sportivo ideato dal Gruppo Sportivo Val d’Alpone che da più di 4 decenni attira atleti da tutto il mondo nel cuore del Soave Classico.
La corsa prende il nome da uno dei vini di punta della cantina, il Soave Classico Clivus, e consiste in un tracciato di 44 chilometri su sentieri e brevi tratti di strada sterrata. La gara è stata ideata per tutti quegli atleti che desiderano unire allo sport la possibilità di correre lungo tratti ancora poco conosciuti del Soave Classico.
 
La definizione di “Eco-Maratona” vuole essere un rimando al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità, valori che da sempre Cantina di Monteforte si impegna a promuovere. L’azienda, infatti, è stata la prima cantina del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. Attraverso questo metodo, denominato progetto Etichetta Verde, è infatti possibile calcolare l’incidenza sull’ambiente dell’intera filiera produttiva vitivinicola, dalle attività in vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina, alla movimentazione delle merci, fino al consumatore finale.
Con l’Eco-Maratona Clivus gli atleti che parteciperanno, correndo tra i filari di garganega, avranno la possibilità di immergersi letteralmente nella natura, in un ambiente bello e incontaminato, perfetta cornice per uno stile di vita corretto e sano. Sport ma anche emozione e bellezza dunque grazie alle “Colline Vitate del Soave”, primo paesaggio rurale di interesse storico d’Italia.
 
«Amore per il paesaggio, rispetto del territorio e produzioni a basso impatto ambientale sono da sempre temi molto cari alla nostra azienda – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte - . Avere qui ogni anno oltre 20.000 atleti provenienti da tutto il mondo per correre tra le nostre vigne rappresenta senza dubbio una grande occasione per veicolare questi concetti attraverso i nobili valori della sana competizione sportiva».
 

 

 
 
 
 
NY Internationl Competition: Cantina di Monteforte è Produttore veneto dell’anno
La casa vitivinicola di Monteforte ottiene il prestigioso titolo nel concorso enologico internazionale dedicato solo a buyer, importatori, distributori ed operatori di settore.
Conquistata anche una medaglia d’oro per il vino La Corte 2015 – Veneto Rosso Igt e un bronzo per il vino La Corte 2015 – Veneto Bianco Igt
 
 
Alla NY Internationl Competition 2016 il vino La Corte 2015 – Veneto Rosso Igt di Cantina di Monteforte conquista la medaglia d’oro mentre il vino La Corte 2015 – Veneto Bianco Igt conquista la medaglia di bronzo. Non solo premi alle etichette ma anche alla stessa azienda che ha ottenuto l’ambito riconoscimento di Produttore veneto dell’anno.
Soddisfazione per il risultato conquistato dalla casa vitivinicola veronese durante questa competizione che ha visto la partecipazione di oltre 25 paesi tra “Vecchio” e “Nuovo Mondo”.
Si conferma strategica la valenza di questo concorso enologico internazionale, giunto alla sesta edizione: la NY International Competition è infatti particolarmente significativa poiché i panel di degustazione sono costituiti unicamente da operatori di settore ed in particolare buyers, sommelier, proprietari di ristoranti, food&beverage manager, distributori ed importatori. A differenza quindi dei numerosi altri concorsi enologici questa giuria è in grado di condizionare in maniera diretta scelte e acquisti.
 
«I risultati ottenuti alla NY Internationl Competition 2016 – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – ci riempiono di soddisfazione perché giungono dopo importanti investimenti promozionali negli Stati Uniti. Questa piazza per noi è particolarmente significativa specie adesso che stiamo registrato trend in crescita sia sul fronte degli igt che su quello dei vini a denominazione. Ora si tratta di proseguire con quanto fin qui svolto».
 
Fondata nel 1952 da 80 vignaioli e posizionata nella zona del Soave Classico, l'azienda conta 600 soci che vi conferiscono le uve migliori. I viticoltori con il loro lavoro difendono le proprie colline, consapevoli che da lì nasce la vera qualità. Oggi i soci coltivano circa 1.300 ettari di vigneti: il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc, a fronte di un fatturato 2015 di 13,5 milioni di euro. Sono oltre 2 milioni le bottiglie prodotte all’anno: etichette apprezzate in Italia e all'estero, in particolare in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone e appunto Stati Uniti.
 
 
Maurizio Belpietro protagonista del Premio Grappolo d'Oro Clivus: «Il giornalismo è il mio mestiere. E continuerò a farlo»
Il giornalista, già direttore di “Libero”, ha parlato di attualità, politica, informazione alla settima edizione del riconoscimento che Cantina di Monteforte assegna nel chiostro del Palazzo Vescovile ai professionisti che incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà 
 
 
«Il giornalismo è una competizione continua, specie adesso: per cercare di fornire la notizia migliore ed in esclusiva, lo scoop. È il tentativo di dare qualche cosa in più al lettore, ogni volta, ogni giorno». Maurizio Belpietro, premiato ieri alla settima edizione del Premio Grappolo d'Oro Clivus di Cantina di Monteforte in collaborazione con il Gruppo Sportivo Val d'Alpone de' Megni, non ha dubbi in merito: continuerà a fare il giornalista, soprattutto dopo l'addio alla direzione del quotidiano “Libero”. 
A Monteforte d'Alpone, ospite di un talk show all'aperto che ha avuto per scenario il chiostro del Palazzo Vescovile, con la verve che lo contraddistingue, ha spaziato dall'attualità alla politica fino all'informazione raccontando di aneddoti ed inchieste, prospettando scenari futuri per l'Italia del dopo elezioni ed in vista dei ballottaggi. In un panorama complesso, in cui prevale lo spirito competitivo, ha evidenziato quanto l'etica sia fondamentale: «Consiste nel far bene il proprio mestiere, che è quello del dare le notizie nella maniera corretta, senza nasconderle». L'affondo ha richiamato il ritorno di Vittorio Feltri alla direzione di “Libero”: «Premetto che non sono una vittima. Un direttore è per definizione un dirigente d'azienda, fino a che gode della fiducia dell'editore. Editore che ha perfettamente la legittimità di rimuovere il direttore, se le cose non vanno come vuole o perché la linea editoriale non gli piace più». 
In particolare su questioni quali la riforma costituzionale, contro la quale il giornalista si oppone perché «fatta male, scritta peggio e produrrà molti danni come un decisionismo stupido che spesso causa risultati sbagliati. Sono favorevole alle riforme – ha chiosato, criticando la fretta del Governo Renzi –, ma devono essere pensate e studiate, altrimenti fanno più danni che altro». 
Non ha risparmiato critiche, dunque. E ha ribadito, anzi, la sua determinazione a proseguire nella carriera giornalistica per il dovere dell'informazione: «Faccio il giornalista e ho intenzione di continuare a farlo. Non mi metto a fare politica, non ho nessuna tessera. Voglio essere libero di scrivere quello che penso e di criticare chi ritengo sbagli, come voglio e senza avere questioni di appartenenza a qualche partito». 
 
Il Premio Grappolo d’Oro Clivus è uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo i valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata. 
Occasione suggellata quest'anno da uno speciale brindisi col Soave Classico Foscarino le cui uve provengono dal Monte Foscarino, cru appartenente alle vigne storiche del Soave: qui Cantina di Monteforte ha scelto di impiegare unicamente lotta integrata e tecniche a basso impatto ambientale per una selezione di 40.000 bottiglie destinate esclusivamente ai migliori ristoranti italiani, ma soprattutto stranieri.  
«Il Premio Grappolo d'Oro Clivus – ha sottolineato Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – è un appuntamento al quale siamo molto affezionati. L’edizione di quest’anno ha una valenza particolare dal momento che le “Colline Vitate del Soave” sono state riconosciute dal Ministero delle politiche agricole e forestali quale primo “Paesaggio storico rurale d’Italia”. Il premio Grappolo d’Oro-Clivus rappresenta infatti una sintesi ideale tra eccellenze enologiche del territorio, qualità della vita, benessere e quindi sport. Nello stesso tempo però la nostra dedizione al lavoro e al nostro territorio non ci impedisce di guardare anche all’attualità. Non a caso con Maurizio Belpietro, che abbiamo premiato quest’anno, abbiamo voluto regalare a quanti hanno preso parte alla serata, un’occasione per riflettere ed informarsi».
 
 
 
 
Libertà d’informazione e futuro della carta stampata: l’attualità è protagonista al premio Grappolo d’Oro Clivus
Sarà Maurizio Belpietro, già direttore di Libero, a ricevere quest’anno il premio di Cantina di Monteforte.
La cerimonia di consegna, domani, venerdì 10 giugno, nel Chiostro del Palazzo vescovile di Monteforte d’Alpone alle 19.00.
 
 
Cosa succede all’informazione in Italia? Esiste ancora uno spazio per la stampa non allineata nel nostro Paese? Qual è il ruolo di Internet nella diffusione delle notizie? Quale sarà il futuro giornali? E ancora: in quale direzione politica sta andando l’Italia, all’indomani delle elezioni amministrative? Di questo e di molto altro si parlerà domani, venerdì 10 giugno, alle ore 19.00, nel chiostro del palazzo vescovile di Monteforte d’Alpone, con Maurizio Belpietro, già direttore di Libero, che quest’anno riceverà il premio Grappolo d’Oro Clivus di Cantina di Monteforte, in collaborazione col Gruppo Sportivo Val d’Alpone de Megni.
 
Maurizio Belpietro, che verrà intervistato da Alessandro Gonzato in una sorta di talk show all’aperto, viene premiato come recita la motivazione “per la schiettezza, la coerenza e la competenza che profonde nella professione giornalistica di cui è uno dei principali interpreti”.
 
Il Premio Grappolo d’Oro Clivus si conferma sempre più uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo i valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata.
 
«Il Premio Grappolo d'Oro Clivus – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – è un appuntamento al quale siamo molto affezionati. L’edizione di quest’anno ha una valenza particolare dal momento che le “Colline Vitate del Soave” sono state riconosciute dal Ministero delle politiche agricole e forestali quel primo “Paesaggio storico rurale d’Italia”. Il premio Grappolo d’Oro-Clivus rappresenta infatti una sintesi ideale tra eccellenze enologiche del territorio, qualità della vita, benessere e quindi sport. Nello stesso tempo però la nostra dedizione al lavoro e al nostro territorio non ci impedisce di guardare anche all’attualità. Non a caso con Maurizio Belpietro, che quest’anno andiamo a premiare, avremo modo di regalare a quanti prenderanno parte alla serata, un’occasione per riflettere ed informarsi».
 
 
 
Foscarino: la purezza della selezione
Il “green cru” di Cantina di Monteforte celebra la settima edizione del premio Grappolo d’Oro Clivus, in programma questo venerdì 10 giugno al Palazzo Vescovile di Monteforte
 
Il Soave Classico Foscarino sarà il vino protagonista alla cena di gala che seguirà la consegna del premio Grappolo d’Oro Clivus – venerdì 10 giugno nel chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone - che quest’anno sarà consegnato a Maurizio Belpietro, già direttore di Libero.
 
Purezza nella vinificazione del Soave Classico Foscarino, presentato in anteprima lo scorso Vinitaly, ma anche purezza nei vigneti che ospitano i filari di garganega e che, grazie ad una attenta e mirata cura, producono uve di eccelsa qualità senza l’utilizzo di prodotti chimici.
Le uve destinate al Soave Classico Foscarino provengono dal Monte Foscarino, cru appartenente alle vigne storiche del Soave: qui Cantina di Monteforte ha scelto di impiegare unicamente lotta integrata, confusione sessuale e tecniche a basso impatto ambientale.
Il Soave Classico Foscarino rappresenta un’eccellenza nell’eccellenza: una selezione di 40.000 bottiglie destinate solo ai migliori ristoranti italiani ma soprattutto stranieri.
 
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino chiaro, mentre al naso si colgono note floreali di acacia e fiori bianchi. In bocca è minerale, fresco e sapido, non eccessivamente corposo. 
 
Cantina di Monteforte è la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. Attraverso questo metodo, denominato progetto Etichetta Verde, ci si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale.
Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo.
Etichetta verde mette infatti in evidenza il livello di sostenibilità della cantina nei tre ambiti d’analisi e nello stesso tempo permette di valutare un indice globale dei tre parametri che dà così un quadro immediato di quanto quel prodotto sia costato in termini di inquinamento ambientale.
Il progetto risponde ad una precisa scelta etica dal notevole riscontro pratico: questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate.
 
«Ci piace pensare che qualità nel vino oggi – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – sia anche sinonimo di produzioni a basso impatto ambientale. Proprio per questo da diversi anni la nostra azienda si è impegnata in progetti produttivi che garantiscono integrità e salubrità del vigneto. Un’attenzione particolare che tra l’altro è sempre più richiesta e premiata dallo stesso consumatore, ormai evoluto e consapevole».
 
 
 

 

 
 
Grappolo d’oro Clivus a Maurizio Belpietro
Il premio di Cantina di Monteforte al giornalista e conduttore televisivo
 
Venerdì 10 giugno, alle 19.00, il chiostro medievale di Monteforte d’Alpone ospita, per il settimo anno consecutivo, il Premio Grappolo d’Oro Clivus che Cantina di Monteforte, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Valdalpone De Megni, assegna ai quei professionisti che meglio incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà. 
 
Politica e stretta attualità saranno gli ingredienti dell’edizione 2016. A ricevere quest’anno il premio Grappolo d’Oro Clivus sarà Maurizio Belpietro, già direttore responsabile del quotidiano “Libero”. Il giornalista viene premiato, come recita la motivazione, “per la schiettezza, la coerenza e la competenza che profonde nella professione giornalistica di cui è uno dei principali interpreti”.
 
Giornalista e conduttore televisivo. 
Nato a Castenedolo, in provincia di Brescia, il 10 maggio del 1958, è sposato e padre di due figlie. Definito da Luigi Bisignani uno “stacanovista che si documenta in modo quasi maniacale”, dall'agosto del 2009 al maggio scorso è alla guida di “Libero”. Muove i primi passi nella professione giornalistica nel 1975, dalle colonne del quotidiano “Bresciaoggi”. 
In curriculum annovera collaborazioni con “L'Europeo” e “L'Indipendente”. Nel 1994 è vicedirettore de “Il Giornale”, nel 1996 assume la direzione de “Il Tempo” di Roma. Rientrato a Milano, nel 1997 è vicedirettore del “Quotidiano nazionale”. Passa nuovamente a “Il Giornale”, dal 2001 al 2007, ed approda in seguito a “Panorama”, dove rimane fino al 2009.
Dal 2004 è il volto, prima su Canale 5 poi su Rete 4, del programma di informazione televisiva “L'antipatico”. Sul piccolo schermo partecipa a varie tribune politiche: è spesso ospite a “Porta a porta”, “Matrix”, “Ballarò”, “Annozero”. Nel 2007 a Canale 5 conduce “Panorama del giorno”, trasmissione rinominata “La telefonata di Belpietro”, nella quale il giornalista dialoga al telefono con un personaggio della politica. 
 
Prima di lui sono stati insigniti del Premio Grappolo d'Oro Clivus: Domenico Quirico, giornalista ed inviato di guerra de “La Stampa” (2015); Andy Luotto, attore e conduttore televisivo (2014); il giornalista Mario Giordano, oggi direttore del Tg4, Mediaset (2013); Massimo de’ Manzoni, vicedirettore vicario di “Libero” (2012); Gerardo Greco, conduttore di Agorà, programma di approfondimento di Rai Tre (2011); Mauro Mazza, già direttore di Rai Uno (2010). Nomi di prestigio che, da sette anni, Cantina di Monteforte accompagna sulle colline del Soave Classico, dando vita per l’occasione ad un vivace dibattito che spazia dalla cultura all’attualità.
 
Il Premio Grappolo d’Oro Clivus si conferma sempre più uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo i valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata.
 
«Il Premio Grappolo d'Oro Clivus – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – è un appuntamento al quale siamo molto affezionati. L’edizione di quest’anno ha una valenza particolare dal momento che le “Colline Vitate del Soave” sono state riconosciute dal Ministero delle politiche agricole e forestali quel primo “Paesaggio storico rurale d’Italia”. Il premio Grappolo d’Oro-Clivus rappresenta infatti una sintesi ideale tra eccellenze enologiche del territorio, qualità della vita, benessere e quindi sport. Nello stesso tempo però la nostra dedizione al lavoro e al nostro territorio non ci impedisce di guardare anche all’attualità. Non a caso con Maurizio Belpietro, che quest’anno andiamo a premiare, avremo modo di regalare a quanti prenderanno parte alla serata, un’occasione per riflettere ed informarsi».

Sport & colline: la Montefortiana 
Sulle colline dove nasce il Soave Classico, si corre la celebre Montefortiana: la corsa podistica non competitiva organizzata dal Gruppo Sportivo Val d’Alpone De Megni, giunta quest’anno alla 41a edizione. Gemellata con la Maratona di New York, di Tai Pei e di Roma, ogni anno a gennaio richiama da tutto il mondo oltre 20.000 atleti che gareggiano tra i filari di garganega, il vitigno autoctono che dà vita al Soave. 

 

 

 

 

 

 VINITALY 2016

Cantina di Monteforte
PAD 5 – E 3
 
Aprile 2016
 
Cantina di Monteforte: la purezza della selezione a Vinitaly
Saranno due le nuove referenze che l’azienda presenterà in anteprima alla rassegna veronese, in omaggio alle vigne storiche del Soave
 
Purezza sarà la parola d’ordine in casa di Cantina di Monteforte (pad 5 E3) per il prossimo Vinitaly, in programma a Verona dal 10 al 13 aprile. 
Purezza nelle vinificazioni che verranno presentate in anteprima in occasione della rassegna, ma purezza anche per i vigneti che ospitano i filari di garganega e che, grazie ad una attenta e mirata cura, producono uve di eccelsa qualità senza l’utilizzo di prodotti chimici.
 
Sono due i vini nuovi, vinificati in purezza, cento per cento garganega, che la storica casa vinicola di Monteforte presenterà in occasione della rassegna.
Si tratta del Soave Superiore Vigneto di Castellaro e del Soave Classico Foscarino, due referenze appartenenti entrambe alla linea “Cantina di Monteforte” destinata alle selezioni e al top di gamma dell’azienda.
 
Due cru, nati da uve di eccelsa qualità, prodotte senza l’utilizzo di fitofarmaci ma solo impiegando lotta integrata, confusione sessuale e tecniche a basso impatto ambientale.
 
I grappoli destinati al Soave Superiore Castellaro provengono unicamente infatti dai pendii del Monte Castellaro, collina di origine vulcanica tra le più rappresentative dell’intera denominazione, mentre le uve destinate al Soave Foscarino provengono dal Monte Foscarino, altro cru appartenente alle vigne storiche del Soave.
 
Due vinificazioni separare, entrambe in purezza, per cogliere, senza blend, l’essenza dell’uva garganega nata e cresciuta su due colline differenti, accomunate però dalla maniacale cura del vigneto e dall’attenzione per l’ambiente.
 
Cantina di Monteforte è infatti la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. Attraverso questo metodo, denominato progetto Etichetta Verde, ci si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale.
Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo.
Etichetta Verde mette infatti in evidenza il livello di sostenibilità della cantina nei tre ambiti d’analisi e nello stesso tempo permette di valutare un indice globale dei tre parametri che dà così un quadro immediato di quanto quel prodotto sia costato in termini di inquinamento ambientale.
Il progetto risponde ad una precisa scelta etica dal notevole riscontro pratico: questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate.
 
«Ci piace pensare che qualità nel vino oggi – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – sia anche sinonimo di produzioni a basso impatto ambientale. Proprio per questo da diversi anni la nostra azienda si è impegnata in progetti produttivi che garantiscono integrità e salubrità del vigneto. Un’attenzione particolare che tra l’altro è sempre più richiesta e premiata dallo stesso consumatore, ormai evoluto e consapevole».
 
 
 
 
 
 
 
Febbraio 2016

Cantina di Monteforte: bollicine a Vinisud
Il Lessini Durello Metodo Classico di Cantina di Monteforte, dal 15 al 17 febbraio, sarà presente alla rassegna di Montpellier, punto di riferimento per la ristorazione e l’hotellerie del sud della Francia, padiglione B3 A38.
Attesi buyer da Stati Uniti, Cina, Singapore ed Europa.
 
 
Le bollicine firmate da Cantina di Monteforte volano a Montpellier, in Francia, per Vinisud, la rassegna dedicata al meglio dell’enologia del Mediterraneo in programma dal 15 al 17 febbraio.
Saranno infatti le fresche bollicine del Lessini Durello Metodo Classico, a fare bella mostra tra le selezionate referenze che saranno in degustazione alla rassegna francese, sempre più punto di riferimento per il settore della ristorazione e dell’hotellerie del sud della Francia.
Vinisud rappresenta infatti una delle manifestazioni fieristiche a più alto tasso di crescita nel settore: ubicata a Montepellier, si rivolge al ricco mercato della costa francese e spagnola, un arco che va dalla Riviera di Ponente alla Costa Azzurra, fino alla Costa Brava. La manifestazione, nata inizialmente per far conoscere le produzioni del Midi francese, si è progressivamente ampliata sino a rappresentare un’importante tappa europea dove si incontrano buyer provenienti da tutto il mondo. Oltre 31.000 i visitatori qualificati, provenienti da Stati Uniti, Cina e Singapore e Europa, che vi hanno preso parte la scorsa edizione.
Il Lessini Durello di Cantina di Monteforte viene prodotto sulle colline di San Giovanni Ilarione e Roncà, un’area caratterizzata per l’origine vulcanica dei suoli. La vendemmia, fatta manualmente, avviene nella prima decade di ottobre. Agli occhi presenta un colore giallo paglierino scarico con spuma fine e persistente. Al naso si percepiscono note di robinia e amarella mentre in bocca si presenta pieno, secco e sapido con una leggera nota amarognola in chiusura. E’ un vino particolarmente adatto al baccalà alla vicentina e al pesce in generale. Ottimo anche in abbinata ai salumi della tradizione come la Sopressa vicentina, è ideale come aperitivo.
Il Lessini Durello di Cantina di Monteforte sarà in degustazione al padiglione B3 A38 nello spazio “Venetian Native Grapes”, in collaborazione con il Consorzio di Tutela.
 
 
25 settembre, 2015
 
Cantina di Monteforte: vini d’eccellenza alla Fiera del Riso
Scelti i vini della storica casa vinicola di Monteforte per accompagnare le creazioni degli chef a base di Riso Nano Vialone Igp nei 9 concorsi gastronomici della rassegna, in programma a Isola della Scala dal 16 settembre all’11 ottobre.
 
 
Eccellenza chiama eccellenza. Così i vini di Cantina di Monteforte, dal Soave al Valpolicella, dal Lessini Durello al Recioto di Soave, sono stati scelti dall’Ente Fiera di Isola della Scala per accompagnare le creazioni culinarie dei 9 concorsi gastronomici firmate da chef di grido e da mastri risottari nell’ambito della 49esima edizione della Fiera del Riso, in programma dal 16 settembre all’11 ottobre al Pala Risi di Isola della Scala.
Così ad accompagnare i piatti a base di Riso Nano Vialone Igp saranno il Soave Classico Clivus per le proposte più delicate; il Valpolicella Classico Clivus per i piatti più corposi; le bollicine del Lessini Durello, unico spumante da vitigno autoctono di Verona, per le proposte innovative; il Recioto di Soave per la pasticceria secca e i dolci al cucchiaio, tutto rigorosamente a base di riso.
 
Massima la creatività richiesta ai partecipanti che si cimenteranno dal classico risotto all’isolana – simbolo della manifestazione per eccellenza – alle proposte più innovative, sempre alla ricerca dell’equilibrio perfetto tra gusto ed emozione, tra modernità e tradizione.
I vini della storica casa vinicola di Monteforte accompagneranno inoltre una delle proposte più intriganti ed innovative della rassegna dedicata al bianco cerale: i tortellini preparati con farina di riso e ripieni della stessa saporita carne del risotto all’isolana.
«La Fiera del riso – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – rappresenta senza dubbio una grande occasione di visibilità per le nostre produzioni, tutte destinate alla ristorazione. Il Riso Nano Vialone Igp è senza dubbio una delle perle più pregiate della tradizione gastronomica veronese. Per questo siamo soddisfatti che i nostri vini siano stati scelti dall’organizzazione per accompagnare i piatti per tutta la durata della rassegna».
 
 
13 giugno 2015
 
Grappolo d’Oro Clivus: L'arma del giornalismo contro il progetto del Grande Califfato 
L'inviato di guerra de “La Stampa” Domenico Quirico, protagonista della sesta edizione del premio di Cantina di Monteforte, ha rivelato alcuni retroscena dei cinque mesi di prigionia nelle “Terra del Male” per mano degli jihadisti. «Sono andato in Siria per testimoniare. E spero di ritornare»  
 
 
«Il progetto del Grande Califfato? Ruotare di 360° l'asse su cui ruota la storia del mondo». Tentativo ambizioso ma, mai come oggi, possibile secondo Domenico Quirico ospite ieri, venerdì 12 giugno, di Cantina di Monteforte e del Gruppo Sportivo Dilettantistico Val d’Alpone de Megni in occasione della consegna del Premio Grappolo d’Oro Clivus.   
Giornalista viaggiatore e inviato di guerra de “La Stampa”, testata per la quale è stato anche corrispondente da Parigi, ha rivelato alcuni retroscena dei cinque mesi di prigionia in Siria avvenuta per mano degli jihadisti. Politica estera e attualità sono stati dunque gli ingredienti dell’edizione 2015 del premio, patrocinata quest'anno dal quotidiano “L’Arena”. 
 
Nella cornice del Chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone, il giornalista è stato premiato per il coraggio e l'ostinazione nel rischiare la vita per riportare quanto accade nella “Terra del Male”: «Luogo in cui, negli ultimi quattro anni, sono morte più di 200 mila persone e ci sono oltre 4 milioni di profughi o rifugiati interni. Dove le città sono rovine, non esistono più, polverizzate dall'artiglieria, e cui l'uomo tenta di sopravvivere. Questo è ciò che ho il dovere di raccontare».
Tenacia del reporter al servizio dell'informazione, della quale ha dato testimonianza nell’intervista condotta dal giornalista scrittore Silvino Gonzato. 
Il giornalismo, ha sottolineato Quirico, «è il grido e il silenzio dell'uomo contro il dolore. Ci sono luoghi del mondo, a solo due ore di aereo da qui, in cui il dolore e la sofferenza sono silenzio. Il mio mestiere, se ha ancora un senso per esistere, è trasformare quel silenzio in parole». E la Siria, ha proseguito, è uno di questi posti: «In cui è necessario andare, per raccontare. A me interessano gli uomini e il loro dolore. La materia che maneggio è la sofferenza umana: qualcosa da toccare appena, da sfiorare». «Ciò che ho vissuto in cinque mesi è irrilevante rispetto all'immensità di quello che accade». Perciò, ha concluso, «ho deciso di andare in Siria e spero di ritornare».  
 
Prima di Domenico Quirico sono stati insigniti del Premio Grappolo d'Oro Clivus: Andy Luotto, attore e conduttore televisivo (2014); il giornalista Mario Giordano, oggi direttore del Tg4, Mediaset (2013); Massimo de’ Manzoni, vicedirettore vicario del quotidiano “Libero” (2012); Gerardo Greco, conduttore di Agorà, programma di approfondimento di Rai Tre (2011); Mauro Mazza, già direttore di Rai Uno (2010). Nomi di prestigio che, da sei anni, Cantina di Monteforte porta sulle colline del Soave Classico, dando vita a un vivace dibattito che spazia dalla cultura all’attualità.
 
«Il Premio Clivus nasce dalla perfetta unione tra i vini di queste colline, la qualità della vita, il benessere e lo sport» ha evidenziato il presidente di Cantina di Monteforte Massimino Stizzoli. «Quella di quest’anno è senza dubbio un’edizione impegnata: quanto sta accadendo nel mondo ci impone serie riflessioni, sulla base di una informazione precisa e accurata. Anche per chi, come noi, ha fatto della produzione di vino il proprio mestiere». 
Inscindibile, in tal senso, è il rapporto con il territorio: «Il territorio può e deve crescere ancora proprio in virtù della sua bellezza e unicità. Mi rivolgo in particolare ai nostri soci – ha auspicato –: le nostre colline sono un vero e proprio parco da vivere e abbiamo tutte le carte in regola per crescere sul fronte dell’accoglienza e dell’ospitalità. Questo rappresenterebbe una integrazione al reddito per quanti oggi coltivano la vite e nello stesso tempo andrebbe a generare un processo di crescita lenta e graduale che, senza stravolgimenti, migliorerebbe tutto il nostro comprensorio produttivo».
 
 
Domenico Quirico
Nato ad Asti il 18 dicembre 1951, è un giornalista italiano. Dopo la laurea in Giurisprudenza, intraprende la strada del giornalismo nella redazione provinciale di Asti de “La Stampa”. Al quotidiano torinese è caposervizio degli Esteri, quindi corrispondente da Parigi e reporter di guerra.
Appassionato di storia e società dell'Africa, ne segue le vicende degli ultimi vent'anni. Da inviato racconta il Sudan e Darfur, scrive dei campi profughi del Corno d'Africa; è in Somalia, Congo, Mali. Tra il 2010 e 2011 si interessa degli avvenimenti della “Primavera araba”. 
Nell’agosto 2011, nel tentativo di raggiungere Tripoli, viene rapito con i colleghi del “Corriere della Sera” Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina e di “Avvenire” Claudio Monici. La liberazione avviene dopo due giorni, ma nel sequestro perde la vita il loro autista.
Entrato nella Siria dilaniata dalla guerra civile il 6 aprile 2013 sotto la protezione dell’Armata libera di quel Paese che combatteva contro la tirannia di Assad, è ingannato da coloro che avrebbero dovuto essere i suoi protettori e fatto prigioniero il 9 aprile con il collega belga Pierre Piccinin. La sua intenzione è di arrivare a Damasco, ma viene portato ad Al Qusayr, città vicina al confine libanese. Da quel momento è un susseguirsi di drammatiche vicende nelle quali passa da un gruppo all’altro di banditi che operano con il pretesto della Guerra Santa. Situazioni che, da eccellente cronista e abile scrittore, riporta sulle pagine del giornale di Torino e nei libri editi da Neri Pozza, tra i quali “Il Grande Califfato” (2015) e “Il Paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria”.
Ostaggio nella Terra del “Male”, trascorre cinque mesi convivendo con l’incubo di venire ucciso da un momento all’altro. A sorreggerlo sono la fede in Dio e la lettura, in particolare di “Delitto e castigo” di Dostoevskij e “La via del ritorno” di Remarque.
Ottiene i riconoscimenti giornalistici Cutuli nel 2011 e Premiolino nel 2012. L'anno seguente, vince il prestigioso Premio Indro Montanelli.
 
 
Monteforte, giugno 2015
 
Calici di Soave Classico Clivus per Domenico Quirico
La referenza di punta di Cantina di Monteforte sarà protagonista alla cena di gala che seguirà la consegna del premio Grappolo d’Oro Clivus all’inviato di guerra del quotidiano torinese “La Stampa”.
 
 
Il Soave Classico Clivus, punta di diamante tra le referenze di Cantina di Monteforte, sarà l’indiscusso protagonista della cena che seguirà la consegna del premio giornalistico Grappolo d’Oro Clivus che quest’anno sarà assegnato a Domenico Quirico, giornalista, inviato di guerra del quotidiano torinese “La Stampa”, testata per la quale è stato anche corrispondente da Parigi.
 
Il Soave Classico Clivus, destinato solo alla ristorazione qualificata e ai più selezionati wine bar, si distingue per freschezza, eleganza e sapidità, tutte caratteristiche che lo fanno apprezzare non solo in Italia ma anche in Germania, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone e Stati Uniti.
 
La cantina, nata nel 1952 nella zona del Soave Classico, conta oggi 600 soci viticoltori attivi su 1300 ettari. Qui si produce il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc, a fronte di un fatturato 2014 di 15,5 milioni di euro.
Numeri importanti che sono supportati dalla qualità dentro il calice e dall’integrità del paesaggio circostante;. Soave Classico Clivus è “buono di nome e di fatto”, perché prodotto col massimo rispetto per l’ambiente da dove nasce.
Cantina di Monteforte è infatti la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. 
Attraverso questo metodo, denominato progetto Etichetta Verde, ci si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale. Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo. Questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate.
«Siamo convinti – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – che produrre bene, nel rispetto dell’ambiente, abbia senza dubbio una valenza che va oltre il mero riscontro economico. Ecco perché la nostra azienda da diversi anni è impegnata in progetti produttivi a basso impatto ambientale che nulla tolgono alla qualità, considerati i recenti riconoscimenti che abbiamo ottenuto come l’Oscar nazionale qualità/prezzo secondo la guida Berebene 2015, edita da Gambero Rosso».
 

 

 

Monteforte, giugno 2015

Grappolo d’oro Clivus a Domenico Quirico

Il premio della Cantina di Monteforte all'inviato di guerra del quotidiano «La Stampa» che, per la prima volta, caduto il segreto istruttorio, rivelerà i retroscena della sua prigionia in Siria per mano dell’Isis.

 

Venerdì 12 giugno, alle 19.00, il suggestivo chiostro medievale di Monteforte d’Alpone ospita, per il sesto anno consecutivo, il Premio Grappolo d’Oro Clivus che Cantina di Monteforte, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Valdalpone De Megni, assegna ai professionisti che meglio incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà. 

 

Politica estera e stretta attualità saranno gli ingredienti dell’edizione 2015, patrocinata dal giornale L’Arena, quotidiano di Verona. A ricevere quest’anno il premio Grappolo d’Oro Clivus sarà Domenico Quirico, giornalista, inviato di guerra del quotidiano torinese “La Stampa”, testata per la quale è stato anche corrispondente da Parigi.

Quirico non è più vincolato al riserbo imposto dalla magistratura che nel 2013, al momento della sua cattura, aveva aperto un'indagine e rivelerà i retroscena della sua prigionia in Siria per mano dell’Isis.

Il giornalista viene premiato, come recita la motivazione, per “il suo coraggio, la sua ostinazione nel voler rischiare la vita per testimoniare quanto sia credibile l’incredibile e quanto sia vicina l’insidia per chi, tra i conforti della civile quotidianità, la ritiene troppo remota per doversene preoccupare”.

 

Entrato nella Siria dilaniata dalla guerra civile il 6 aprile 2013 sotto la protezione dell’Armata libera di quel Paese che combatteva contro la tirannia di Assad, è stato ingannato da coloro che avrebbero dovuto essere i suoi protettori e fatto prigioniero il 9 aprile 2013 assieme a un collega belga. La sua intenzione era di raggiungere Damasco ma è stato portato  ad Al Qusayr, una città vicina al confine libanese, e, in un susseguirsi di drammatiche vicende che ha narrato col piglio dell’eccellente cronista ma anche con quello del grande scrittore, sulle pagine del suo giornale e sui libri editi da Neri Pozza, è passato da un gruppo all’altro di banditi che operavano col pretesto della guerra santa. Prigionieri nella Terra del “Male”, come la definisce, Quirico ha trascorso cinque mesi terribili con l’incubo di venire ucciso da un momento all’altro. Lo hanno sorretto le fede in Dio e le letture di  “Delitto e castigo”  di Dostoevskij e di «La via del ritorno» di Remarque.

 

Prima di lui sono stati insigniti del riconoscimento Andy Luotto, attore e conduttore televisivo (2014), il giornalista Mario Giordano, oggi direttore del Tg4, Mediaset (2013), Massimo de’Manzoni, vicedirettore vicario del quotidiano “Libero” (2012), Gerardo Greco, conduttore attualmente di Agorà, il programma di approfondimento di Rai Tre (2011) e Mauro Mazza, già direttore di Rai Uno (2010). Nomi di grande prestigio che, da sei anni, Cantina di Monteforte porta sulle colline del Soave Classico, dando vita per l’occasione a un vivace dibattito che spazia dalla cultura all’attualità.

 

Il Premio Grappolo d’Oro Clivus si conferma sempre più come uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio grazie all’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata.

«Il Premio Clivus – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – nasce dalla perfetta unione tra eccellenze enologiche del territorio, qualità della vita, benessere e quindi sport. Quest’anno, premiando un grande giornalista italiano come Domenico Quirico, abbiamo voluto ribadire quanto sia importante essere consapevoli del patrimonio che possediamo e come questo non si possa dare per scontato. Quella di quest’anno è senza dubbio un’edizione impegnata perché quanto sta accadendo nel mondo ci impone serie riflessioni, sulla base di una informazione precisa ed accurata. Anche per chi come noi ha fatto della produzione di vino il proprio mestiere».                                                                                                             

 

  Monteforte, 22 maggio 2015

 

Divinus bike: “pedalate doc” con Cantina di Monteforte alla scoperta della “viticoltura eroica”


Torna questo fine settimana la Divinus Bike Clivus, la storica corsa ciclistica tra i filari del Soave Classico, sostenuta da Cantina di Monteforte. 

Sabato 23 e domenica 24 maggio torna la Divinus Bike Clivus, storico evento sportivo per gli amanti dei pedali, da sempre sostenuto da Cantina di Monteforte. 
Sabato alle 15.00 con partenza dal piazzale della cantina,  prenderà infatti il via la terza edizione della “Divinus-Eno-Bike”, la corsa non competitiva dedicata a chi ha fatto del ciclismo il proprio hobby. Si tratta di una “pedalata enogastronomica” sulle colline di Monteforte, senza velleità agonistica, il cui unico scopo è quello di mostrare ai partecipanti il territorio collinare di origine vulcanica da cui nasce il vino Soave. Non mancheranno degustazioni di vini ad iniziare dalle differenti interpreazioni di Soave, firmate da Cantina di Monteforte, in abbinamento ai sapori e alle tipicità della zona.

 

Domenica 24 maggio invece sarà la volta della Divinus Bike Clivus gara di federazione a livello nazionale che prende il nome proprio dal Soave Classico Clivus, eccellenza enologica prodotta su queste stesse colline da Cantina di Monteforte.

«Questi eventi sportivi sulle colline dove nascono i nostri vini – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – hanno il grande pregio di mostrare ai molti partecipanti cosa significa fare “viticultura eroica” in collina, dove al viticoltore vengono richiesti sacrifici e fatica per ottenere vini di eccelsa qualità. Il vino del resto, non può mai prescindere dalla sua zona di produzione. Proprio per questo la nostra azienda ritiene fondamentale supportare eventi e manifestazioni, come la Divinus Bike o la Montefortiana, che hanno certamente un respiro popolare ma che nel tempo hanno saputo affermarsi per qualità dei servizi offerti e per la bellezza del paesaggio circostante».

 

La Divinus Bike Clivus, giunta quest’anno alla sua dodicesima edizione, è una delle competizioni meglio organizzate e servite a livello nazionale. Lo attesta l’alto numero degli iscritti provenienti dall’Italia e dall’estero. Il percorso della Divinus Bike Clivus toccherà i comuni di Soave, Monteforte, Cazzano, Illasi e Tregnago ed il vincitore conquisterà punti per accedere ai campionati mondiali.

Una volta giunti all’arrivo in piazza a Monteforte d’Alpone, dopo i 20 chilometri di percorso, gli atleti e i loro sostenitori potranno finalmente rilassarsi degustando i vini di Cantina di Monteforte, presenti in uno stand appositamente allestito vicino al traguardo.

 

Sia la Divinus Bike Clivus sia la Divinus Eno Bike si confermano due occasioni per godere appieno del paesaggio collinare della zona classica del Soave. Se infatti saranno molti i ciclisti che la domenica correranno a testa basta per tagliare per primi il traguardo, altrettanti saranno coloro che tra una pedalata e l’altra si godranno il paesaggio, immersi nella natura, tra un ristoro e l’altro, dove non mancheranno calici di fresco Soave Classico Clivus.

 

Per foto a corredo del comunicato cliccare qui: 

http://www.divinusbike.it/archivio-fotografico/2014.html

Febbraio 2015


Cantina di Monteforte: approvato il bilancio 2013/2014
Unanime l’approvazione nel corso dell’ultima assemblea.
Soddisfatti i soci che vedono crescere la remunerazione delle uve del +22%.
Bene l’imbottigliato che cresce del 5%.
 
Approvato nel corso dell’assemblea di fine anno il bilancio d’esercizio 2013/2014 di Cantina di Monteforte che evidenzia un fatturato consolidato di 15,5 milioni di euro, pari a quello approvato l’anno precedente. 
L’azienda ¬– 600 soci, attivi su 1300 ettari prettamente nella zona del Soave Classico – tiene dunque le posizioni in un momento di generale flessione tra i competitor di settore. Soddisfazione della base sociale che vede aumentate del +10% rispetto allo scorso anno la remunerazione delle uve, a fronte di un reddito medio per ettaro che è cresciuto del +22% in rapporto allo scorso esercizio. 
 
Particolarmente positivo il fatturato legato all’imbottigliato che cresce di un +5% rispetto all’anno precedente. Si confermano molto buoni i trend per i prodotti a marchio che gradualmente stanno ottenendo una buona riconoscibilità.
 
Più qualità e meno quantità per Cantina di Monteforte che, a fronte di una annata piuttosto complessa per quanto riguarda la produttività, ha dunque chiuso con valori più che positivi l’ultimo bilancio.
 
Sul fronte commerciale il 70% del prodotto imbottigliato viene venduto all’estero, mentre il restante 30%, distribuito in Italia, è destinato esclusivamente al settore Horeca.
Le principali piazze estere d’interesse per la cantina sono Gran Bretagna, mercato che copre il 60% del fatturato estero, Nord Europa, che copre il 15%, seguite poi da Belgio e Olanda. Buona la tenuta anche del mercato americano e di quello giapponese. 
 
«Per quanto riguarda i mercati esteri – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte –  intendiamo proporci come un’azienda che fornisce prodotti “realizzati su misura”. Ci piace l’idea della sartorialità del vino, proprio perché i consumatori di ogni mercato hanno gusti ed esigenze differenti che vanno soddisfatte, senza però venir meno alla nostra identità produttiva che ci caratterizza e ci distingue».
 
Da un punto di vista produttivo l’ultima vendemmia  si è caratterizzata per un generale calo di prodotto che non ha risparmiato neppure Cantina di Monteforte, con un -20% di uve prodotte rispetto alla vendemmia precedente. 
«Nonostante l’annata piuttosto anomala – conlcude Tobin –  la qualità è comunque buona, soprattutto per i vini prodotti con uve di collina, dal momento che sono state raccolte più tardi rispetto alla media e hanno così avuto la possibilità di godere del sole di fine settembre e di ottobre. Da un punto di vista organolettico ci aspettiamo vini piuttosto profumati in seguito all’escursione termica nell’ultimo periodo di maturazione, mentre in bocca, grazie alla marcata acidità, si presenteranno più magri e meno abboccati».
 

 

15 gennaio 2015

 

Cantina di Monteforte: una bottiglia speciale per i 40 anni della Montefortiana
In occasione dell’importante traguardo, la storica casa vinicola di Monteforte, in collaborazione col Gruppo Sportivo Valdalpone, ha creato un’etichetta ad hoc per le bottiglie destinate agli atleti vincitori

Quante suole di scarpe si saranno consumate a correre tra i filari di garganega in pieno inverno da quarant’anni a questa parte? Quanti saranno in tutto i chilometri percorsi dalle migliaia di atleti che giungono ogni anno da tutto il mondo sulle colline del Soave Classico per partecipare alla Montefortiana? Difficile calcolarlo. Certamente un bel traguardo, degno di una etichetta ad hoc che Cantina di Monteforte, tra i main sponsor del tanto atteso evento sportivo, ha deciso di realizzare per celebrare la quarantesima edizione della Montefortiana, la maratona che da quattro decenni appassiona sportivi di ogni età, voluto dal Gruppo Sportivo Valdalpone in collaborazione con le istituzioni locali. 
L’etichetta celebrativa, dai caldi colori pastello, andrà a vestire bottiglie renane di Soave Classico, in omaggio alla tradizionale forma di bottiglia del vino Soave. 

Le bottiglie, in numero limitato, verranno consegnate a tutti quegli atleti, presenti alla Montefortiana 2015  e alla Montefortiana 2014, riusciranno a tagliare il traguardo.
«Ci piaceva l’idea di immortalare in maniera originale questo particolare compleanno – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – e per questo abbiamo pensato ad una etichetta, realizzata in collaborazione col Gruppo Sportivo Valdalpone, che andasse a stilizzare le nostre bottiglie. Quarant’anni di gare sono veramente un bel traguardo. Era giusto celebrarli con una etichetta particolare».
A sottolineare il forte legame che unisce Cantina di Monteforte con la Montefortiana torna inoltre per il quarto anno consecutivo “l’Eco-Maratona Clivus”, dal nome di uno dei vini di punta dell’azienda. Si tratta di un tracciato di 43 chilometri per un dislivello di 2250 metri su sentieri e brevi tratti di asfalto, dedicato a tutti quegli atleti che intendano gareggiare e nello stesso tempo scoprire i luoghi più incontaminati e ancora poco conosciuti del Soave Classico.

 

3 dicembre 2014 

Clivus 2013: un Soave da Oscar
Il Soave Classico Clivus 2013 firmato da Cantina di Monteforte si aggiudica l’Oscar Nazionale qualità/prezzo secondo la guida Berebene 2015, edita da Gambero Rosso

Un vino da Oscar? E’ il Soave Classico Clivus 2013 firmato da Cantina di Monteforte che conquista, unico bianco per il nord Italia, il blasonato Oscar Nazionale qualità/prezzo secondo la guida Berebene 2015, edita da Gambero Rosso. La cerimonia di presentazione della guida e la consegna dei riconoscimenti si è tenuta lo scorso fine settimana  alla Città del Gusto di Roma.
 
Oltre 2000 i vini di ogni regione entro i 10 euro, 688 etichette da oscar, ovvero il meglio di ogni territorio; 21 oscar regionali e 5 vini d'eccellenza che rappresentano il top della qualità a prezzi contenuti. Questi i numeri della venticinquesima edizione di Berebene, la storica pubblicazione del Gambero Rosso rivolta a tutti coloro che cercano vini di qualità a prezzi giusti. Una pubblicazione che gode di particolare appeal considerata la forte attenzione che i consumatori riservano al rapporto qualità/valore per i prodotti dell’agroalimentare, vino in testa.

«E’ un riconoscimento che ci riempie di soddisfazione – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – dal momento che la qualità garantita dalle nostre etichette è veramente alla portata di tutti. Si tratta di un premio che va all’intera squadra che opera nella nostra azienda, da chi lavora in vigna, a chi si impegna in cantina, per finire con chi segue tutta la parte commerciale e promozionale».
Il Soave Classico Clivus 2013 presenta alla vista un colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdolini; al naso esprime un raffinato bouquet che rimanda alla mela gialla e ai fiori bianchi, mentre in bocca, si presenta morbido e sapido, fresco ed armonico. In chiusura l’inconfondibile nota di mandorla amara richiama alla garganega quale vitigno madre del Soave.
Perfetto con i primi piatti, il Soave Classico Clivus 2013 è ideale anche per accompagnare le carni bianche; ottimo come aperitivo, grazie alla sua inconfondibile sapidità, risulta particolarmente adatto con il pesce, anche crudo, e con i formaggi freschi.
 
 
10 novembre 2014 
 

Cantina di Monteforte conquista il premio Ecofriendly 2015
Premiata la casa vinicola veronese col progetto “grappoli ad impatto zero”, prima cantina del Soave ad aver introdotto il metodo d’analisi LCA, Lyfe Cycle Assessment.
La consegna del prestigioso riconoscimento è avvenuta nell’ambito del Merano Wine Festival.
 
 
Cantina di Monteforte vince il premio EcoFriendly 2015, istituito dall’autorevole Guida Vini Buoni d’Italia del Touring Club Italiano e promosso in collaborazione con Verallia- Saint Gobain. 
Il riconoscimento va a quelle aziende ed istituzioni che nell’ambito delle attività di competenza hanno dimostrato una forte attenzione all’ambiente ed una marcata sensibilità alle tematiche della sostenibilità, del risparmio energetico e della produzione a basso impatto ambientale. 
La cerimonia di consegna del premio Ecofriendly 2015 si è tenuta sabato 8 novembre al teatro Puccini di Merano, nell’ambito del Merano Wine Festival.
 
Cantina di Monteforte ha conquistato il premio Ecofriendly 2015 grazie al progetto “Grappoli ad impatto zero” nell’ambito dell’ambiziosa ricerca denominata “Etichetta Verde”, fortemente voluta dall’azienda da sempre molto attenta al rispetto dell’ambiente, e realizzata in collaborazione con Sprim Italia e con il Consorzio di Tutela del Soave.
Da tempo l’azienda è impegnata anche nella lotta integrata e nell’impiego della confusione sessuale come tecniche di coltivazione a basso impatto.
 
Cantina di Monteforte è la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. Attraverso questo metodo il progetto Etichetta Verde si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale.
Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo.
Etichetta verde mette infatti in evidenza il livello di sostenibilità della cantina nei tre ambiti d’analisi e nello stesso tempo permette di valutare un indice globale dei tre parametri che dà così un quadro immediato di quanto quel prodotto sia costato in termini di inquinamento ambientale.
Il progetto risponde ad una precisa scelta etica dal notevole riscontro pratico: questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate.
 
«Questo premio ci riempie di soddisfazione - evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – dal momento che come azienda abbiamo creduto fin da subito in questo progetto. Oltre ad essere produttori siamo anche attori in un contesto economico e sociale ben definito. Produrre bene, nel rispetto dell’ambiente, ha senza dubbio una valenza che va oltre il mero riscontro economico. Significa infatti rispettare la terra, trattare con amore le nostre colline che sono il primo strumento di lavoro dei nostri viticoltori. Abbiamo voluto andare un po’ più in là della semplice logica del fatturato, e se anche il progetto è stato piuttosto impegnativo, siamo convinti che ne sia valsa la pena. In tal senso il premio Ecofriendly ci ha dato ragione».
 
 
 
 3 settembre 2014
 
Al fuori salone di Expo 2015 Cantina di Monteforte c’è
Si chiama UnPoxExpo 2015, l’unico fuori salone ufficialmente riconosciuto da Expo spa Milano, che verrà presentato venerdì 5 settembre nell’Est Veronese.
Cantina di Monteforte è l’unica azienda del Soave ad aver sposato il progetto
 
Cantina di Monteforte è partner del progetto “UnPoxExpo 2015”, l’unico fuori salone ufficialmente riconosciuto da Expo spa Milano, che sarà presentato venerdì 5 settembre a partire dalle ore 17.00 a Monteforte d’Alpone, nella elegante sala Ermolao Barbaro, all’interno del suggestivo palazzo vescovile.
Durante l’incontro, organizzato dal Comune di Monteforte con la partecipazione della Pro Loco e del Consorzio del Soave, il progetto “UnPoxExpo 2015” verrà illustrato dall’ideatore Giampietro Comolli, economista ed esperto di distretti produttivi.
 
In sostanza questo fuori salone si propone come un unico progetto di sintesi in grado di fare rete fra prodotti, territori, ambiente, imprese, eventi a vocazione turistica, in vista di Expo 2015.
Il bacino di riferimento è dato dal fiume Po e dai territori da questo solcati, in un ideale collegamento dell’asse Torino – Venezia. I temi dell’esposizione universale - alimentazione, nutrizione, energia per la vita, acqua - sono tutti ben rappresentati in quest’area che con 15 provincie, 590 comuni, distribuiti su una linea ideale di 650 chilometri, è in grado di offrire al turista oltre cento prodotti alimentari certificati, musei, arte cultura, storia e paesaggio.
 
Un’occasione che Cantina di Monteforte, tre le aziende leader nella produzione di vini Soave, non poteva lasciarsi sfuggire.
«Abbiamo aderito al progetto – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte - in quanto siamo convinti delle potenzialità di un evento come Expo 2015. “UnPoxExpo 2015” è senza dubbio un bell’esempio di come si possa fare squadra in un Paese che da sempre si distingue per miopi campanilismi. Abbiamo un territorio meraviglioso, con colline incontaminate dalle quali ogni anno nascono generosi grappoli di garganega, da cui poi si produce il vino Soave. Qui non manca davvero nulla per star bene. E’ giunto adesso il momento fare il salto e di lavorare sul fronte del turismo e della ricettività».
 
 28 giugno 2014 
 
Grappolo d’Oro Clivus: applausi a scena aperta per Andy Luotto
Lo chef-attore, vincitore della quinta edizione del premio nazionale assegnato da Cantina di Monteforte, ha raccontato l'arte del cucinare. Nella vigna, come tra i fornelli o davanti a una telecamera, passione e professionalità vengono prima di tutto      
Monteforte d’Alpone, Verona – «I complimenti di un commensale sono come gli applausi a scena aperta. Non c'è spettacolo più bello del cibo». Fin dalle prime battute, accompagnate dalla consueta ironia, Andy Luotto ospite ieri, 27 giugno, di Cantina di Monteforte e del Gruppo Sportivo Dilettantistico Val d’Alpone de Megni in occasione della consegna del Premio Grappolo d’Oro Clivus 2014, non ha fatto mistero della sua vera passione. Quella per il “far da mangiare bene”: scegliendo gli ingredienti più genuini, prestando attenzione a qualità e stagionalità dei prodotti, lavorando il meno possibile le materie prime per conservarne le caratteristiche.     
 
Nella cornice del Chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone, l'artista della cucina, italiano per scelta e attore “pentito” che predilige rimanere ai fornelli, è stato premiato per la bravura, simpatia e straordinaria versatilità tanto nelle apparizioni televisive e cinematografiche, quanto per il ruolo da professionista conquistato nel mondo dell'enogastronomia come divulgatore della migliore tradizione gastronomica italiana e “guest star” in cooking show, rassegne gastronomiche e convivi tra amici, capi di Stato e star del cinema. 
 
Vestendo la divisa da chef sotto la giacca, «così – ha esordito – mi sento meno in colpa a non lavorare», Andy Luotto ha dispensato aneddoti di vita, si è raccontato ed emozionato. Con il calice in mano perché al Premio Clivus, nel corso dell’intervista condotta dal giornalista e scrittore Silvino Gonzato, è stato accompagnato da una sommelier in una degustazione informale di quattro vini firmati da Cantina di Monteforte per i quali ha proposto l'abbinamento ideale. Dal baccalà fritto e mantecato a fare da antipasto ai bigoli con rafano, cren, burro, parmigiano fino al capocollo di maiale marinato in vino rosso e frutta da degustare assieme a una insalata croccante.     
 
«Se fatto con coscienza e passione, non c'è mestiere più bello di quello del cuoco» ha proseguito. Lavoro che ha delle assonanze con quello del viticoltore: «Come il vino va fatto prendendosi cura quotidianamente della vigna, allo stesso modo uno chef deve “sporcarsi le mani” nell'andare alla ricerca dei prodotti migliori. Senza perdere il contatto con il cielo, il mare e la terra». In tal senso, non ha risparmiato critiche nei confronti dei programmi condotti da alcuni colleghi chef che si atteggiano a personaggi televisivi: «La tv sta ammazzando la buona cucina e il palato».    
 
La passione prima di tutto, dunque, abbinata a esperienza sul campo e formazione. «Volevo fare lo chef da tutta la vita» ha proseguito, ricordando gli anni trascorsi in compagnia della cuoca di casa, Maria Illuminati, quando nel 1965 si trasferì con il padre dall'America in Italia. «In cucina accadevano cose più interessanti che in salotto» ha confessato. Ricordi racchiusi in parte nelle pubblicazioni che Luotto ha consegnato alle stampe: la collezione di 100 ricette per ogni tasca e palato “Faccia da chef” (edizioni Anteprima 2011) e “Padella Story, le mie cucine” (edizioni Reverdito 2013) nelle cui pagine non mancano vicende singolari da accompagnare a qualche prelibatezza, meglio se appena sfornata.   
Tra gli episodi divertenti, Andy Luotto non ha tralasciato di ricordare l'incontro casuale avvenuto con Renzo Arbore. «All'epoca vendevo oggettini di plastica al mercato e mi chiese se volevo fare tv assieme a lui». Da qui le prime apparizioni, a prestare il volto a personaggi curiosi. Indimenticabile è per esempio l'arabo circondato da un harem di odalische, che l'hanno fatto apprezzare per spontaneità e simpatia. E oggi anche per la capacità di solleticare il palato attraverso i suoi piatti.      
 
Per il quinto anno consecutivo, Cantina di Monteforte ha accompagnato sulle colline del Soave Classico nomi di grande prestigio. Oltre al direttore del Tg4 Mediaset Mario Giordano (2013), hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento Massimo de’Manzoni (2012) vicedirettore vicario del quotidiano “Libero”, Gerardo Greco, attualmente conduttore del programma di approfondimento di Rai Tre “Agorà” (2011), e Mauro Mazza, già direttore generale di Rai Uno (2010). 
 
«Il Premio Grappolo d'Oro Clivus è frutto dell'impegno di un'azienda radicata nel territorio, che mantiene un forte legame con la gente» ha sottolineato Gaetano Tobin, direttore di Cantina di Monteforte. «Qui, nei nostri vigneti, centinaia di viticoltori lavorano ogni giorno per produrre vini di qualità, apprezzati sia in Italia che nel mondo».
Fondata nel 1952 da 80 vignaioli e posizionata nella zona del Soave Classico, Cantina di Monteforte conta 600 soci che vi conferiscono le uve migliori. I viticoltori col loro lavoro difendono le proprie colline, consapevoli che da lì nasce la vera qualità. Oggi i soci coltivano circa 1.300 ettari di vigneti: il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc, a fronte di un fatturato 2013 di 15,5 milioni di euro. Sono oltre 2 milioni le bottiglie prodotte all’anno: etichette apprezzate in Italia e all'estero, in particolare in Germania, Gran Bretagna, Paesi Scandinavi seguiti da Svizzera, Giappone, Stati Uniti.
 
Andy Luotto, nome d'arte di André Paul Luotto, nasce a Brooklyn il 30 luglio del 1950.
Vive a New York fino all'età di quindici anni con la madre scienziata, docente, ricercatrice. Nel 1965 si trasferisce in Italia nella casa del padre, impresario cinematografico. Frequenta il liceo e, nelle pause dai libri, si destreggia tra i fornelli tanto che tra i compagni di scuola viene soprannominato “the cook”, il cuoco. Per tre estati lavora a Palazzo Brandolini di Venezia per apprendere i segreti della buona cucina dallo chef Vincenzo Listelli. 
Nel 1969 vola in America per laurearsi in Comunicazione all'Università di Boston. Ritorna in Italia, ma subito riparte per un giro del mondo che lo conduce tra Inghilterra e Sudan, Giappone e Galapagos dove realizza oltre 150 documentari, per la maggior parte di carattere didattico.   
Grazie a un'apparizione in una tv locale, viene notato da Renzo Arbore. Successo e popolarità arrivano presto con la partecipazione a programmi di successo in Rai: da “L'altra domenica” del 1976 a “Quelli della notte” del 1985.
Lavora come doppiatore in lingua inglese, prestando la voce ad attori quali Giancarlo Giannini, Alain Delon, Michele Placido, Massimo Troisi. Calca le scene del teatro in spettacoli che per la regia portano la firma di Gigi Proietti e Gabriele Lavia. Presentatore in tv e radio dalla comicità travolgente, conquista il grande schermo come attore in film quali “Lo chiamavano Trinità” e “Don Camillo” di Terence Hill, “F.F.S.S. Che cosa...” e “Il Papocchio” di Renzo Arbore.           
L'amore per il cibo rimane comunque una passione, che decide di approfondire ritornando sui banchi di scuola. Nel 1982 si iscrive alla Scuola Alberghiera di Castellana Grotte, dove si diploma. Conseguito un secondo diploma, alla Scuola Alberghiera di Barga in Garfagnana, inaugura il primo ristorante estivo in Sardegna, il “LA'... Da Andy”. Tre anni dopo apre un secondo ristorante estivo a Roma, sull'isola Tiberina, chiamato “LA”.   
 
 
 
 27 giugno 2014 
 
Grappolo d’Oro Clivus: con Andy Luotto vino e cibo fanno rima con ironia
Questa sera alle 19.00, a Monteforte d'Alpone, le eccellenze del territorio ritornano a essere protagoniste della quinta edizione del riconoscimento nazionale promosso da Cantina di Monteforte e ispirato ai valori sportivi di etica e competizione
 
Monteforte d’Alpone, Verona – Prodotti tipici delle colline a est di Verona, cucinati con gli ingredienti dell'ironia e della fantasia, si sposano con le eccellenze della vigna in una serata dai sapori inaspettati. 
Vino e cibo ritornano protagonisti questa sera, venerdì 27 giugno alle 19.00, nel chiostro di Monteforte d'Alpone in occasione della consegna del Grappolo d'Oro Clivus 2014, l'appuntamento culturale voluto da Cantina di Monteforte d’Alpone e Gruppo Sportivo Dilettantistico Valdalpone De Megni per celebrare i professionisti che meglio incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà. 
 
Andy Luotto, personaggio poliedrico dalla simpatia coinvolgente, sarà insignito del riconoscimento nazionale “per la bravura, la simpatia e la straordinaria versatilità dei ruoli con cui si è imposto nel mondo dello spettacolo e per l’apporto che sta dando all’enogastronomia con le sue apparizioni televisive, sempre divertenti ed efficaci”. 
Volto noto della tv e del grande schermo, oggi è chef affermato e fantasioso artista tra i fornelli che ama valorizzare le pietanze povere della tradizione, rivisitandole in chiave moderna, con un pizzico d'allegria e gioia di vivere: è invitato come “guest star” a destreggiarsi in “cooking show”, rassegne gastronomiche e cene tra amici, capi di Stato, star del cinema. 
Per questo, sul palcoscenico del Premio Clivus, sarà chiamato a svelare alcuni dei suoi segreti culinari: nel corso dell’intervista condotta da Silvino Gonzato, giornalista e scrittore, a Luotto verranno proposti in una degustazione informale quattro vini firmati da Cantina di Monteforte per i quali l’attore-cuoco sarà chiamato a proporre l'abbinamento ideale.
Alla passione per il buon cucinare il cuoco-attore ha dedicato due pubblicazioni: nel 2011 “Faccia da chef” (edizioni Anteprima), gustosa collezione con oltre 100 ricette per tutte le tasche e ogni grado d'abilità, in cui riserva particolare attenzione ai cibi per bimbi e celiaci. Nel 2013 lo chef-mattatore ha consegnato alle stampe il libro “Padella Story, le mie cucine” (edizioni Reverdito): storie di un cuoco sotto le righe nelle cui pagine non mancano aneddoti divertenti da accompagnare a qualche prelibatezza, meglio se appena sfornata. 
 
Da cinque anni Cantina di Monteforte porta sulle colline del Soave Classico nomi di grande prestigio. Oltre al direttore del Tg4 Mediaset Mario Giordano (2013), hanno ricevuto il riconoscimento anche Massimo de’Manzoni (2012) vicedirettore vicario del quotidiano “Libero”, Gerardo Greco, attualmente conduttore del programma di approfondimento di Rai Tre “Agorà” (2011), e Mauro Mazza, già direttore generale di Rai Uno (2010). 
 
All'evento non mancheranno spunti di glamour ed eleganza. Le note di un trio di archi e pianoforte regaleranno alla suggestiva cornice del Palazzo Vescovile un fascino senza tempo per un evento, il Premio Clivus, che ormai si conferma uno degli appuntamenti più attesi nel panorama culturale veronese e non solo. 
 
 
16 giugno 2014 
 
 
Grappolo d’oro Clivus: ad Andy Luotto il premio voluto da Cantina di Monteforte
Cinema, cooking show e vino tornano protagonisti venerdì 27 giugno, in occasione della quinta edizione del riconoscimento nazionale promosso dalla cantina e ispirato ai valori sportivi di etica e competizione
 
Venerdì 27 giugno, alle 19.00, la suggestiva cornice del chiostro di Monteforte d’Alpone ospita, per il quinto anno consecutivo, il Premio Grappolo d’Oro Clivus che la Cantina di Monteforte d’Alpone, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Dilettantistico Valdalpone De Megni, assegna ai professionisti che meglio incarnano l’ideale sportivo della competizione ispirata ai principi di etica e lealtà. 

A ricevere il Premio Grappolo d’Oro Clivus 2014 sarà Andy Luotto. Attore, conduttore televisivo e cuoco: personaggio poliedrico dall'ironia coinvolgente, premiato “per la bravura, la simpatia e la straordinaria versatilità dei ruoli con cui si è imposto nel mondo dello spettacolo e per l’apporto che sta dando all’enogastronomia con le sue apparizioni televisive, sempre divertenti ed efficaci”.
 
Prima di lui sono stati insigniti del riconoscimento il giornalista Mario Giordano, oggi direttore del Tg4, Mediaset (2013), Massimo de’Manzoni, vicedirettore vicario del quotidiano “Libero” (2012), Gerardo Greco, conduttore attualmente di Agorà, il programma di approfondimento di Rai Tre (2011) e Mauro Mazza, già direttore di Rai Uno (2010). Nomi di grande prestigio che, da cinque anni, Cantina di Monteforte porta sulle colline del Soave Classico, dando vita per l’occasione a un vivace dibattito che spazia dalla cultura allo sport, dalla politica all’attualità, fino alla buona cucina.
 
Il Premio Grappolo d’Oro Clivus del resto si conferma sempre più come uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio grazie all’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo valori del mondo del vino, della cultura e dello sport, valorizza in un unico evento le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata.
 
«Questo riconoscimento – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – nasce dalla perfetta unione tra territorio, qualità della vita, benessere e quindi sport. Quest’anno, premiando una figura poliedrica come quella di Andy Luotto, abbiamo voluto fare un’incursione anche nel mondo dell’arte, del cinema e del “cooking show”. Cinema e televisione conservano infatti una indiscussa valenza mediatica da cui non possiamo prescindere. Per far questo abbiamo pensato ad un personaggio “sempre alla ricerca”, che nella vita ha accettato tante sfide senza timore di sbagliare. Un po’ come gli atleti del Gruppo Sportivo Val d’Alpone, ambasciatori speciali del Soave nel mondo».
 
Su queste colline infatti si corre la celebre Montefortiana, la corsa podistica non competitiva organizzata dal Gruppo Sportivo Val d’Alpone De Megni, giunta ormai alla 39° edizione. Gemellata con la Maratona di New York, di  Tai Pei e di Roma, ogni anno a gennaio richiama da tutto il mondo oltre 20.000 atleti che gareggiano tra i filari di garganega, il vitigno autoctono che dà vita al Soave.
 
 
 
29 aprile 2014 
 
Cantina di Monteforte è la prima azienda del Soave ad utilizzare la “Green Label”
Vini ad impatto zero anche nell’etichetta per la casa vinicola di Monteforte d’Alpone che per prima ha applicato il modello  LCA, Lyfe Cycle Assessment, in collaborazione con Sprim Italia
 
Vini “certificati ad impatto zero” a cominciare dall’etichetta. Non è l’ultimo ritrovato del marketing ma il risultato di un importante progetto, denominato Etichetta Verde, fortemente voluto da Cantina di Monteforte da sempre molto attenta al rispetto dell’ambiente, e realizzato in collaborazione con Sprim Italia e con il Consorzio di Tutela del Soave. Le bottiglie, munite di  “Green label”, sono state presentate in anteprima lo scorso Vinitaly e sono già in commercio.
 
Cantina di Monteforte è la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. Attraverso questo metodo il progetto Etichetta Verde si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale.
Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo.
Etichetta verde mette infatti in evidenza il livello di sostenibilità della cantina nei tre ambiti d’analisi e nello stesso tempo permette di valutare un indice globale dei tre parametri che dà così un quadro immediato di quanto quel prodotto sia costato in termini di inquinamento ambientale.
Il progetto risponde ad una precisa scelta etica dal notevole riscontro pratico: questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate.
 
«Con il progetto Etichetta Verde – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – abbiamo voluto dare un segnale importante. Siamo produttori, ma siamo anche attori in un contesto economico e sociale ben definito. Produrre bene nel rispetto dell’ambiente ha senza dubbio una valenza che va oltre il mero riscontro economico. Significa infatti rispettare la terra, trattare con amore le nostre colline che sono il nostro primo strumento di lavoro. Abbiamo voluto andare un po’ più in là della semplice logica del fatturato, e se anche il progetto è stato piuttosto impegnativo, siamo convinti che ne sia valsa la pena».
 
 
3 aprile 2014 
 
 
VINITALY - Cantina di Monteforte: con Etichetta Verde vino ad impatto zero
In occasione di Vinitaly l’azienda presenterà in anteprima assoluta le prime bottiglie che si fregeranno della “green label”, l’etichetta verde che certifica, secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment, l’impatto ambientale della produzione di vino. Una scelta etica dall’immediato riscontro pratico.
 
Saranno vini “certificati ad impatto zero” quelli che Cantina di Monteforte andrà a presentare in anteprima al prossimo Vinitaly (pad 5 – E3), in programma a Verona dal 6 al 9 aprile e saranno tutti riconoscibili grazie alla speciale etichetta “green label”.
Non è l’ultimo ritrovato del marketing ma il risultato di un importante progetto, denominato Etichetta Verde, fortemente voluto dalla cantina, da sempre molto attenta al rispetto dell’ambiente, e realizzato in collaborazione con Sprim.
Amore per l’ambiente che fa rima con qualità: l’azienda ha infatti ottenuto la Gran Menzione al Concorso Enologico internazionale di Vinitaly per il suo Soave Doc Classico “Vicario” 2013.
 
Cantina di Monteforte è la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. Attraverso questo metodo il progetto Etichetta Verde si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale.
Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo.
Etichetta verde mette infatti in evidenza il livello di sostenibilità della cantina nei tre ambiti d’analisi e nello stesso tempo permette di valutare un indice globale dei tre parametri che dà così un quadro immediato di quanto quel prodotto sia costato in termini di inquinamento ambientale.
Il progetto risponde ad una precisa scelta etica dal notevole riscontro pratico: questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate.
 
«Con il progetto Etichetta Verde – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte – abbiamo voluto dare un segnale importante. Siamo produttori, ma siamo anche attori in un contesto economico e sociale ben definito. Produrre bene nel rispetto dell’ambiente ha senza dubbio una valenza che va oltre il mero riscontro economico. Significa infatti rispettare la terra, trattare con amore le nostre colline che sono il nostro primo strumento di lavoro. Abbiamo voluto andare un po’ più in là della semplice logica del fatturato, e se anche il progetto è stato piuttosto impegnativo, siamo convinti che ne sia valsa la pena».
 
Il progetto Etichetta Verde verrà presentato ufficialmente martedì 8 aprile alle 11.00 allo stand del Consorzio del Soave. Interverranno Mario Pezzotti, docente del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, e Paola Riscazzi di Sprim.
I vini di Cantina di Monteforte saranno in degustazione allo stand della cantina, PAD 5 E3 per tutta la durata della fiera.